Torna al blog

Isola di Gorée: storia, turismo e la Casa degli Schiavi in Senegal

La Casa degli Schiavi e la sua Porta del Non Ritorno sono il simbolo più noto dell'isola di Gorée. Scopri la sua storia: da scalo coloniale conteso tra le potenze europee a luogo della memoria riconosciuto dall'UNESCO nel 1978

Pubblicato

28 luglio 2026

Guida alla lettura

5 min di lettura

Di

NeoGeo DMC

Vista de las coloridas casas coloniales de la isla de Gorée frente a la costa de Dakar, Senegal

Storia dell'isola di Gorée: la Casa degli Schiavi e la Porta del Non Ritorno

La Casa degli Schiavi è l'edificio più simbolico dell'isola di Gorée, in Senegal, costruito nel 1776 e noto per la sua Porta del Non Ritorno, il punto da cui migliaia di persone ridotte in schiavitù venivano imbarcate verso le Americhe. L'isola fu dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1978, in gran parte per questo valore di memoria storica.

(Per informazioni pratiche su come organizzare la visita a Gorée — come arrivare, cos'altro vedere oltre alla Casa degli Schiavi, quanto tempo dedicarle — consulta la nostra guida completa all'isola di Gorée →.)

Da scalo coloniale a simbolo della memoria

Tra il XV e il XX secolo, Gorée passò di mano tra portoghesi, olandesi, inglesi e francesi, che si contesero il controllo dell'isola per la sua posizione strategica di fronte a Dakar. Quel periodo ha lasciato un'architettura coloniale che oggi convive, nelle stesse strade, con uno dei luoghi della memoria più visitati del continente.

Il ruolo di Gorée nella tratta atlantica degli schiavi

Nel corso del XVII e XVIII secolo, Gorée fu uno dei punti di transito della tratta atlantica degli schiavi in Africa Occidentale. Gli storici discutono su quanto il numero effettivo di persone realmente transitate sull'isola corrisponda al suo peso simbolico — altri porti della regione movimentarono cifre maggiori —, ma è proprio quel valore simbolico, consolidatosi a partire dal XX secolo, ad aver reso Gorée un punto di riferimento mondiale per la memoria della schiavitù.

La Casa degli Schiavi

Costruita nel 1776, la Casa degli Schiavi è l'edificio più visitato dell'isola. Al piano terra si conservano le celle dove le persone venivano trattenute prima dell'imbarco, separate per sesso ed età, mentre il piano superiore ospitava i mercanti. Il contrasto tra i due spazi — le celle anguste in basso, le stanze ampie in alto — fa esso stesso parte del racconto che il luogo trasmette.

La Porta del Non Ritorno

In fondo all'edificio, di fronte all'oceano, si trova la Porta del Non Ritorno: l'apertura attraverso cui, secondo la tradizione orale e gran parte della museografia del luogo, le persone ridotte in schiavitù venivano condotte direttamente verso le navi in partenza per le Americhe. È oggi il punto più fotografato e più carico emotivamente di tutta l'isola, visitato da capi di Stato e personalità di tutto il mondo come gesto di memoria.

Riconoscimento UNESCO e memoria oggi

Nel 1978, Gorée fu uno dei primi siti africani dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, riconoscendo sia il suo valore architettonico sia il suo ruolo di luogo della memoria della tratta atlantica degli schiavi. Da allora, l'isola accoglie ogni anno migliaia di visitatori, ricercatori e discendenti della diaspora africana, arrivati come parte di un percorso personale o storico.

Domande frequenti sulla storia di Gorée

In che anno fu costruita la Casa degli Schiavi?

Nel 1776.

Dove si trova la Porta del Non Ritorno?

All'interno della Casa degli Schiavi, in fondo all'edificio, di fronte al mare.

Quando Gorée fu dichiarata Patrimonio dell'Umanità?

Nel 1978.

Come organizzo la visita alla Casa degli Schiavi insieme al resto dell'isola? Trovi tutti i dettagli pratici nella nostra guida completa all'isola di Gorée →

NeoGeo DMC Blog

Articoli correlati

Vedi altri articoli